August 29, 2007

La mia vita e' il mio messaggio

Lettera scritta tra il 1939 e il 1940. Il governo britannico non permise che fosse inviata né diventasse pubblica.
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Alcuni amici mi hanno sollecitato a scriverle a nome dell’umanità. Ma ho resistito alla loro richiesta, perché mi sembrava che una mia lettera sarebbe stata un’impertinenza. In ogni modo, qualcosa mi dice che non devo calcolare, e devo fare il mio appello per tutto quello che valga la pena.
E’ molto chiaro che lei oggi è l’unica persona al mondo che può ostacolare una guerra che potrebbe ridurre l’umanità allo stato selvaggio.
Lei deve pagare questo prezzo per un obiettivo, per quanto degno possa sembrarle? Vorrà ascoltare l’appello di una persona che ha evitato deliberatamente il metodo della guerra, non senza considerevole successo? Ad ogni modo, conto in anticipo sul suo perdono se ho commesso un errore scrivendole.
Io non ho nemici. La mia occupazione nella vita durante gli ultimi trentatré anni è stata guadagnarmi l’amicizia di tutta l’umanità fraternizzando con gli esseri umani, senza tenere conto della razza, del colore o della religione.
Spero che lei abbia il tempo ed il desiderio di sapere come considera i suoi atti una buona parte dell’umanità che vive sotto l’influenza di questa dottrina dell’amicizia universale. Gli scritti e le dichiarazioni sue e dei suoi amici e ammiratori non lasciano dubbi sul fatto che molti dei suoi atti sono mostruosi ed impropri per la dignità umana, specialmente nella valutazione di persone che, come me, credono nell’amicizia universale. Mi riferisco ad atti come l’umiliazione della Cecoslovacchia, la violazione della Polonia e lo sprofondamento della Danimarca. Mi rendo conto che la sua visione della vita considera virtuosi tali atti di spoliazione. Ma sin dall’infanzia ci è stato insegnato a vederli come atti degradanti per l’umanità. Per questo motivo non possiamo desiderare il successo delle sue armi.
Ma la nostra è una posizione unica. Resistiamo all’imperialismo britannico non meno che al nazismo. Se c’è qualche differenza, sarà molto piccola. Un quinto della razza umana è stato schiacciato sotto lo stivale britannico, usando mezzi che non superano il minimo esame. Ora bene, la nostra resistenza non significa danno per il popolo britannico. Tentiamo di convertirli, non di sconfiggerli sul campo di battaglia. La nostra è una ribellione non armata contro il governo britannico. Ma, li convertiamo o no, siamo completamente decisi ad ottenere che il loro governo sia impossibile mediante la non collaborazione nonviolenta. È un metodo invincibile per natura. Si basa sul riconoscimento che nessun depredatore può riuscire nei suoi intenti senza un certo grado di collaborazione, volontaria o obbligatoria, da parte della vittima. I nostri governanti possono possedere la nostra terra ed i nostri corpi, ma non le nostre anime. Possono avere successo solo se distruggono completamente tutti gli indiani: uomini, donne e bambini. È certo che non tutti potranno arrivare a tale grado di eroismo, e che una buona dose di paura può piegare la rivoluzione; ma questo è irrilevante. Perché se in l’India ci sono un numero sufficiente di uomini e donne che sono disposti, senza nessuna cattiva volontà contro i depredatori, a consegnare prima le loro vite piuttosto che piegare le ginocchia davanti a loro, avranno mostrato la strada verso la libertà dalla tirannia della violenza. Le chiedo di credermi quando dico che lei troverà un inaspettato numero di tali uomini e donne in India. Durante gli ultimi venti anni si sono andati formando per questo.
Nel corso dell’ultimo mezzo secolo stiamo cercando di liberarci del governo britannico [l’India ottenne l’indipendenza dagli inglesi nel 1947]. Il movimento per l’indipendenza non è stato mai tanto forte come ora. Il Congresso Nazionale Indiano, che è l’organizzazione politica più poderosa, sta tentando di raggiungere questo scopo.
Abbiamo ottenuto un successo molto apprezzabile per mezzo dello sforzo nonviolento. Stiamo cercando i mezzi corretti per combattere la violenza più organizzata del mondo, rappresentata dal potere britannico. Lei l’ha sfidato. Ora rimane da vedere chi e’ meglio organizzato: il tedesco o il britannico. Sappiamo ciò che lo stivale britannico significa per noi e per le razze non europee del mondo. Ma mai desidereremmo mettere fine al governo britannico con l’aiuto della Germania. Nella nonviolenza abbiamo trovato una forza che, se è organizzata, senza alcun dubbio può affrontare una combinazione di tutte le forze più violente del mondo. Nella tecnica nonviolenta, come ho detto, non esiste la sconfitta. Tutto è “Vincere o morire” senza ammazzare né fare del male. Si può usare praticamente senza denaro e, chiaramente, senza l’aiuto della scienza della distruzione che tanto voi avete perfezionato.
Mi stupisce che lei non percepisca che questa scienza non è monopolio di nessuno. Se non saranno gli inglesi, sarà un’altra potenza quella che certamente migliorerà la tecnologia e la vincerà con le sue armi. Inoltre, non sta lasciando al suo popolo un lascito del quale possa sentirsi orgoglioso, perché non potrà sentirsi orgoglioso di recitare una lunga lista di crudeltà, per quanto abilmente siano state pianificate.
Quindi, le rivolgo un appello, a nome dell’umanità, affinché fermi la guerra. Non perderà niente se mette tutti i temi in lite tra lei e la Gran Bretagna nelle mani di un tribunale internazionale scelto di comune accordo. Se ha successo nella guerra, ciò non proverà che lei aveva ragione. Proverà solo che il suo potere di distruzione era maggiore. Al contrario, una sentenza di un tribunale imparziale mostrerà, nella misura in cui è umanamente possibile, quale delle parti aveva ragione.
Sa che, non molto tempo fa, feci un appello a tutti gli inglesi affinché accettassero il mio metodo di resistenza nonviolenta. Lo feci perché gli inglesi sanno che sono un amico, a dispetto di essere un ribelle. Sono un sconosciuto per lei e per il suo popolo. Non ho coraggio sufficiente per rivolgergli l’appello che feci a tutti gli inglesi, benché si applichi con la stessa forza a lei e ai britannici.
Durante questo momento, quando il cuore dei popoli d’Europa desidera la pace, abbiamo sospeso perfino la nostra lotta pacifica. È troppo chiedere che faccia per una volta uno sforzo per la pace, che forse non significa niente per lei personalmente, ma che significa molto per i milioni di europei di cui sento il cui muto grido di pace, perché il mio udito può ascoltare la voce di milioni di persone mute?

Dal Libro la “La mia vita è il mio messaggio”, Gandhi.

                            

August 06, 2007

I suoi pensieri

Mio padre mi ha insegnato tante cose.  Queste sono le sue "massime".

Quando dici qualcosa a qualcuno dilla una volta massimo due volte...non di piu'.

La miglior vendetta e' l'indifferenza.

Anche se in pochi si rallegrano alla vita, tu sorridi e cerca di vivere giorno dopo giorno.

Perche' nessuno scherza piu' al mondo di oggi?

La vita e' un dono prezioso.  Gesu' e' l'esempio del bene.

Il diavolo non esiste.  Esistono le persone.

Un giorno saprai la differenza tra il bene e male.  Ricordati che esistono persone...e persone.

Chi non va in chiesa fa peccato.  Ma chi va in chiesa e fa peccato e' peggio di chi non va in chiesa.

Mio nonno mi diceva sempre di risparmiare un centesimo al giorno cosi a fine mese avevo guadagnato una lira senza lavorare.

La verita' e' l'unica salvazza delle persone.

July 10, 2007

Wikipedia

Wikipedia, la regina della rete
Wikipedia, la famosa enciclopedia online, diventa il sito più consultato in
rete per notizie e informazioni. Durante il 2006 ha quasi raggiunto i 20
milioni di visitatori unici mensili e a maggio di quest¹anno ne ha sfiorati
47 milioni. Un risultato che parla chiaramente di successo.

Mentre la querelle fra i suoi detrattori e i suoi estimatori non vede fine,
Wikipedia va avanti per la sua strada e dimostra di cosa sia capace mettendo
sul piatto cifre poco discutibili: 20 milioni di visitatori unici al mese
sfiorati durante l'anno scorso e quasi 47 milioni toccati durante lo scorso
maggio, con una crescita del 72 per cento. Numeri che parlano chiaro e che
portano la più importante enciclopedia online ad assicurarsi, secondo le
stime di Nielsen NetRatings riportate da Cnet, il titolo di primo sito web
per notizie e informazione. Il più visitato e stimato.

Wikipedia realizza l'ideale della conoscenza collettiva, e gli strumenti con
cui viene compilato permettono un processo di aggiornamento senza eguali.
Ogni individuo, in effetti, può intervenire in questa sorta di discorso di
gruppo condividendo le proprie conoscenze e correggendo le imprecisioni
altrui, secondo un modello collaborativo in fondo da sempre sognato dalla
scienza e divenuto possibile nella grande rete. Il tutto utilizzando
software e strategie dell'open source che, visto come un irrimediabile
rischio per l'esposizione incondizionata al vandalismo online, è di fatto la
sua forza e la sua croce. Come nel caso, tanto discusso alla fine di giugno,
che ha coinvolto Chris Benoit, un noto wrestler protagonista e vittima di
una morte annunciata sul sito ancor prima che confermata nella realtà.

Il sito è capace di aggiornare in tempo reale le più svariate notizie e le
più particolareggiate voci che sono ormai un punto di riferimento per quasi
ogni navigatore online alla ricerca di dati, informazioni o anche solo
curiosità. Anzi, è stato capace di cambiare alcune consolidate abitudini:
per chi passa molto tempo sul web è la prima ipotesi per approfondire
qualche argomento, molto più comodo e per alcune voci addirittura più
aggoirnato dei suoi equivalenti cartacei.

La fondazione Wikimedia (l'associazione nonprofit che cura oltre
all'enciclopedia anche le altre iniziative Wiki come WikiNews, Wikiquote
etc.) non può che dichiararsi soddisfatta: vanta migliaia di editori che
ogni giorno lavorano e si impegnano per l'ampliamento delle pagine del sito
e per la correzione e l'arricchimento di quelle esistenti. Insomma,
Wikipedia, spesso accusata di inattendibilità, di fatto ­ forse per la legge
dei grandi numeri ­ dimostra che le sue informazioni sono non solo percepite
come attendibili ma, nella grande maggioranza dei casi, sono effettivamente
tali.
Articolo

Autore: Serena Patierno
Fonte: visionpost.it

July 06, 2007

Un grande uomo

Mio padre e' dentro di me nonostante non riusciro' piu' a baciarlo o ad abbracciarlo.

Mio padre nasce a Durazzano, in un piccolo paese di montagna, nel sud d'Italia nel 1934 prima della seconda guerra mondiale.

Musicista e apprezzato da tutto il paese per la sua simpatia e la sua lealta', decide di sposare Enza ed emigrare al centro-nord Italia precisamente a Prato, Toscana.

Con Enza ha dato alla luce 3 figli.  Padre perfetto e sempre disponibile.  Marito ideale. Nonno perfetto (almeno con mia figlia)Img1.

Dopo il 2000, riesce a scrivere il suo primo libro-romanzo raccontando le sue difficolta' e gioie giovanili dopo la guerra e raccontando un romanzo difficile per le incomprenzioni con la famiglia di Enza.

Nell'Aprile del 2006 riesce a scrivere il continuo del suo romanzo insieme al suo terzo figlio proprio nell'anno in cui celebra il suo 50esimo anno di matrimonio.

Alla fine del Giugno 2007 lascia il pianeta terra con tante azioni valide.  Un modello ideale per chi l'ha conosciuto.

Piero Posillico

June 27, 2007

Veglia contro l'omofobia

A FIRENZE E IN 13 CITTA’ D’ITALIA TANTE VEGLIE DI PREGHIERA CONTRO L’OMOFOBIA
Giovedì 28 giugno 2007 alle ore 21, a Firenze e in tredici città italiane, gruppi di credenti di tutta Italia si raccoglieranno in preghiera in vari luoghi di culto per dare vita a veglie di preghiera in ricordo delle vittime dell’omofobia, cioè della paura e dell’intolleranza violenta verso le persone omosessuali.
Una iniziativa ideata dal gruppo Kairòs, omosessuali cristiani di Firenze, nei giorni in cui si celebravano le esequie di Matteo (il giovane di Torino che, il 4 aprile di quest’anno, si è ucciso perché tormentato dai compagni di scuola a causa di una sua presunta omosessualità) per rispondere ad una domanda che era emersa proprio in quei giorni: «E’ mai possibile che i nostri pastori, di solito così loquaci quando si parla di omosessualità, non abbiano detto una sola parola per commentare la morte di questo adolescente disperato?»
Occorreva fare qualche cosa, abbiamo deciso di fare qualche cosa. Per questo abbiamo voluto dare vita a veglie ecumeniche di preghiera in ricordo delle vittime dell’omofobia che, speriamo, possano essere soprattutto un momento di comunione tra i credenti italiani, omosessuali e non, e di fratellanza tra cattolici e non cattolici, oltre che un momento di TESTIMONIANZA a cui hanno aderito tanti gruppi di credenti omosessuali, numerose confessioni protestanti (soprattutto battisti, valdesi e anglicani) oltre, che diversi esponenti dell’associazionismo cattolico e laico di tutta Italia.
La veglia fiorentina avrà luogo nella Chiesa evangelica Valdese di Firenze (Via Micheli, angolo Via La Marmora) la sera di giovedì 28 giugno 2007 alle ore 21, in comunione e in contemporanea con tutte le altre veglie sul territorio nazionale. Una iniziativa che è stata resa possibile grazie alla comunità valdese di Firenze, che ha dato l’aiuto materiale e umano per la sua realizzazione ed alla collaborazione della comunità battista di Firenze, alla Rete Evangelica Fede e Omosessualità (REFO) e ai tanti sacerdoti cattolici che ci hanno aiutato e incoraggiato nel dar vita a questo momento di preghiera.
In occasione della veglia di Firenze il gruppo Kairòs ha inviato una lettera aperta a tutti i Vescovi cattolici della Toscana, a tutte le parrocchie della città di Firenze e ai pastori delle più importanti confessioni protestanti toscane, in cui abbiamo voluto raccontare il nostro cammino di omosessuali credenti e anche la nostra sofferenza nel vedere che «nelle nostre comunità “cristiane”, sono ancora troppi gli episodi di omofobia sociale, di violenza fisica e morale, di disperazione a cui sono sottoposti molti fratelli omosessuali».
Alla veglia fiorentina parteciperanno anche delegazioni di vari gruppi di cristiani, omosessuali e non, provenienti da tutta Italia per dare vita ad un «un segno di speranza, di dialogo e un momento di riconciliazione, che vorremmo condividere» con tutte le comunità cristiane.
Per maggiori informazioni:
Il Gruppo Kairòs, Cristiani Omosessuali di Firenze
info@kairosfirenze.itwww.kairosfirenze.it/28giugno.htm
COMUNICATO
CON PREGHIERA DI MASSIMA DIFFUSIONE
Hanno aderito alla veglia di preghiera del 28 giugno 2007:
ANTS, Artisti per la nonviolenza e la trasformazione sociale
Amnesty International - Gruppo di Pescara
Associazione “Noi Siamo Chiesa”
Associazione Viottoli - Comunità cristiana di base di Pinerolo (Torino)
Associazione culturale umanista “Colorporpora” di Milano
Associazione TuttoZero
Associazione Zeromania
Movimento “Martin Luther King”
REFO (Rete Evangelica Fede ed Omosessualità)
Chiesa Anglicana Episcopale di Pescara
Chiesa Cristiana libera di Avellino
Chiesa Apostolica Italiana
Chiesa Battista di Firenze
Chiesa Battista di San benedetto dei Marsi (L’Aquila)
Chiesa Valdese di Firenze
Chiesa Valdese di Rimini
Chiesa Valdese di Napoli
Chiesa Valdese di Milano
Chiesa Metodista di Roma
Chiesa Metodista di Padova
Gruppo “Emmanuele”, Cristiani Omosessuali di Padova
Gruppo “La Goccia”, Credenti Omosessuali di Cremona
Gruppo “In Cammino”, Cristiani Omosessuali di Bologna
Gruppo “del Guado”, Cristiani Omosessuali di Milano
Gruppo “La Fonte”, Cristiani Omosessuali di Milano
Gruppo “Varco”, gruppo locale della REFO a Milano
Gruppo “Narciso e Boccadoro”, Cristiani Omosessuali di Rimini
Gruppo “Ponti Sospesi”, Cristiani Omosessuali di Napoli
Gruppo “La Sorgente”, Cristiani Omosessuali di Roma
Gruppo “La Rondine”, Cristiani Omosessuali di Torino
Gruppo La Fenice di Torino, Cristiani Omosessuali di Torino
Gruppo “Nuova Proposta”, Cristiani Omosessuali di Roma
Jonathan, diritti in movimento - Associazione gay, lesbica, bisessuale, trans di Pescara
Tenda dell’incontro, Rete di omosessuali credenti delle Marche
Le 13 veglie che avranno luogo in contemporanea con Firenze si terranno a:
ANCONA - Veglia “in comunione”, sarà celebrata in un luogo privato
AVELLINO - Chiesa Cristiana libera, Via Padre Paolo Manna 16, ore 18.30
BOLOGNA - Veglia “in comunione”
CREMONA - Veglia “in comunione”
FIRENZE - Chiesa Valdese di Firenze, Via Micheli, ore 21
MILANO - Chiesa Valdese, Via Francesco Sforza 12, ore 21
NAPOLI - Tempio Valdese, Via dei Cimbri 6 (angolo Via Duomo), ore 20.45
PADOVA - Chiesa evangelica metodista, Corso Milano 6, ore 21
PALERMO - Veglia “in comunione”
PESCARA - Chiesa Evangelica Metodista, Via Latina 32, ore 20.30
ROMA - Chiesa Metodista, via XX Settembre (angolo via Firenze), ore 21
RIMINI - Chiesa Evangelica Valdese di Rimini, Viale Trento 65, ore 21
TORINO - Veglia “in comunione”
Venerdì 29 giugno 2007 vegliano a:
PINEROLO - c/o Associazione FAT onlus (Vicolo Carceri 1), Ore 21

June 25, 2007

DO NOT WORRY, BE HAPPY...

The recipe for success: get happy and you will get ahead in life



· Feeling good 'is cause, not effect, of achievement'
· Same principle applies to nations, academics claim

Kate Ravilious
Monday December 19, 2005
The Guardian
 

Happiness, rather than working hard, is the key to success, according to research published today. Cheerful people are more likely to try new things and challenge themselves, which reinforces positive emotion and leads to success in work, good relationships and strong health, say psychologists.

The findings suggest that happiness is not a "feelgood" luxury, but is essential to people's wellbeing. What is more, happiness can also extend across an entire nation, with people in "happy" nations being more likely to have pro-democratic attitudes and a keenness to help others.

The link between happiness and success was investigated by a team from the

University

of

California Riverside

, led by Professor Sonja Lyubomirsky.

First, they analysed questionnaires that ask people about multiple aspects of their lives. "For example, they show that happy people tend to earn higher incomes," said Prof Lyubomirsky. Having established the link, they wanted to discover the cause.

"Almost always it has been assumed that things that correlate with happiness are the causes of happiness, but it could be just the opposite - that those things tend to be caused by happiness," said Professor Ed Diener from the

University

of

Illinois

, another author on the paper.

Other studies revealed that having a sunny outlook on life appeared to precede good fortune.

"There was strong evidence that happiness leads people to be more sociable and more generous, more productive at work, to make more money, and to have stronger immune systems," said Prof Lyubomirsky.

Meanwhile, experimental studies showed that an instant injection of high-spirits could generate success. "Inducing a happy effect leads people to make more money in a computer simulation."

The research shows that while success can put a spring in someone's step, people need happiness in the first place to achieve success.

According to the study, around four out of five people in modern industrialised nations are happy at any one time.

Success was not just about earning lots of money. "We define success as obtaining the things that culture or society values, whether it be friends, close family, money and income, or longevity," said Prof Diener.

However, sorrowful people are not condemned to a life of failure.

"Our work suggests that sad people should try to increase the frequency of positive emotions in their lives by doing things that make them feel happy, even temporarily," said Prof Lyubomirsky, whose research is published in the Psychological Bulletin today.

But there is a caveat: your happiness boosters should not be dangerous, like driving fast, or counter-productive, like eating lots of chocolate.

If you can raise your spirits, the benefits can be manifold. "Happy people are more likeable and more sociable. They are also better able to cope with stress and likely to be healthier and live longer."

Nor is happiness just an individual pursuit. Happy nations, full of happy people, are more likely to be successful than unhappy nations. "People in happy nations trust others more and want to cooperate with their neighbours," said Prof Diener.

Governments could keep a smile on their citizens' faces by ensuring safety and stability.

"Although nations cannot live people's lives and force them to be happy, they can create conditions - for example, parks, reasonable weekly work hours, a health infrastructure, and good transportation - that influence people's happiness," he added.

For governments and individuals alike, it seems, happiness is more than just a hedonistic pleasure.

June 22, 2007

Bella casa in vendita...house for selling

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May 31, 2007

Europa per la pace...

Hi all,

su www.europeforpeace.eu  è attiva la petizione on line per un Europa
libera da armi nucleari.

in www.europeforpeace.eu is working the petition online!

sur la web www.europeforpeace.eu on peut trouver la pétition on line

en la web www.europeforpeace.eu funciona la peticion on line.

Fiesole

Con preghiera di diffusione, grazie

Crocevia di Pace

Comune di Fiesole

Fondazione ErnestoBalducci

SE VUOI

LA PACE

, EDUCA ALLA PACE

2° Convegno nazionale

Mercoledì 6 giugno 2007

BADIA FIESOLANA

Sala Capitolare

Ore 9,30  Saluti:

Fabio Incatasciato

, Sindaco di Fiesole

Andrea Cecconi, Direttore Fondazione Ernesto Balducci

I  Sessione: INSEGNARE

LA PACE

Introduce e coordina:

Maria Luisa Moretti

, Assessore alla Formazione del Comune di Fiesole

Interventi: Il ruolo delle universi

Prof. Alberto L’Abate, Università di Firenze (Ricerche e formazione per un futuro meno violento)

Università di Pisa  (CISP)

CIPAC

Rappresentante Associazione per

la Campagna

del Decennale ONU per l’educazione alla pace e alla non violenza delle giovani generazioni

L’esperienza delle scuole di pace

Roberto Maffeo, pedagogista - Scuola di Pace Quartiere Savena - Bologna

Franca Bazzanella, Coordinatrice UNIP/Rovereto

Marzia Gigli, Responsabile area educativa - Scuola di Pace di Montesole

Scuola di Pace di Lucca

Ore 13 - Pranzo (presso la mensa dell’Università Europea)

Ore 14,30

II Sessione: ESPERIENZE DIDATTICHE A CONFRONTO

Coordina:

Annibale Divizia, Comitato Scientifico

Fondazione Balducci

Interventi:

Maria Grazia Bellini, Coordinatrice Tavola Nazionale della Pace/Perugia

Centro Interculturale di Pontassieve

Tavolo della Pace di Pontedera

Istituto comprensivo “Ernesto Balducci” di Fiesole

Istituto comprensivo “Baccio da Montelupo” -  Comune di Montelupo

UCODEP

Dibattito

Ore 17,30 - Conclusioni

Nota: Per San Domenico di Fiesole autobus n.° 7 dalla Stazione di Santa Maria Novella.

Info: Fondazione Ernesto Balducci

Via dei Roccettini, 9 – 50016

San Domenico di Fiesole – Fi

Tel. 055/599147   Fax. 055/599240

fondazionebalducci@virgilio.it

- www.fondazionebalducci.it

May 25, 2007

Il mondo di Daniela Tuscano

Daniela Tuscano si apre al mondo ... http://danielatuscano.wordpress.com/